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02 / MEMORIA OVER 90
 
L'ANDREA DORIA
Al colloquio ha partecipato Filomena Cordelli.
Paola Paruccini è nata a Cantiano il 14 maggio 1914. “Io sono nata a Cantiano e sono sempre rimasta qui”. Suo padre era carbonaro, mentre sua madre era sarta. Dice di aver iniziato a lavorare “da appena nata”: “badava” la sorella più piccola mentre i genitori erano fuori, una volta al mese andava a trovare il fratello più grande che era in seminario. “Mio fratello è stato vent’anni in America, partito con l’Andrea Doria, quando l’Andrea Doria è affondato”. “Era marito, moglie e il figlio di sett’anni” che non voleva salire sull’Andrea Doria perché “diceva s’affonda”; ”quando è stato che se affondato, che tutti davano in materia, questo bambino gli ha detto: “te l’avevo detto io””; “grazie a Dio si sono salvati … sono arrivate le scialuppe”; “hanno sofferto, poi però si sono fatti una bella casa a Bufalo”, il fratello di Paola ha fatto il falegname, il figlio di questo “ha fatto la guerra in Vietnam”, si è sposato per procura. “Però sono cantianesi…quando tornano salutano tutti anche quelli che non conoscono”.
“Al tempo di guerra - prosegue il racconto di Paola – qui c’è stata la lotta, mio marito è stato prigioniero in Germania, è stato due anni là”. Suo marito è partito per andare a lavorare in Germania all’inizio della seconda guerra. Rientrato in licenza nell’agosto del 1943, quando riparte per fare ritorno in Germania in qualità di lavoratore, viene fatto prigioniero dai tedeschi presso Vercelli. Per tutto il periodo della prigionia, fatta eccezione per i primi mesi, Paola non riesce ad avere notizie del marito, neppure per il tramite della Croce Rossa. Paola ed i suoi famigliari pensavano che fosse morto. Al ritorno, quest’ultimo “ha fatto la strada da Cagli a Cantiano a piedi”, poi quando è arrivato ha chiesto ad un conoscente “se eravamo tutti vivi”. Arrivato a casa, Oldino, il marito di Paola, non è stato riconosciuto dal figlioletto di cinque anni (“neanche il figlio mi riconosce!”)
E’ stata fidanzata per cinque anni, poi nel 1938 si è sposata, ed è andata ad aiutare la sorella e la madre del marito nell’osteria di proprietà della famiglia del marito, l’osteria più antica di Cantiano, ma, aggiunge, “non rendeva niente”. “So entrata lì dentro e non so uscita più”. L’osteria era gestita da Paola, sua cognata e sua suocera che cucinava. Il marito faceva il bidello ed il calzolaio “perché non si guadagnava niente”, c’erano 10-11 osterie a Cantiano. “Non erano tempi rosei”. Il posto da bidello, suo marito l’aveva avuto in quanto ex prigioniero. “In osteria eravamo tre donne che non valevano per una”. “Non si guadagnava”, ripete Paola. I clienti non sono mai cambiati in oltre cinquant’anni: “c’erano quelli che bevevano, quelli che bestemmiavano”. Lei e il marito non hanno mai pensato di lasciare la madre e la sorella di lui: “l’unione fa la forza”, le famiglie era bene che rimanevano unite”; vivevano tutti nell’appartamento situato sopra la osteria, aiutandosi reciprocamente per tirare avanti. “La vita era così, era un sacrificio”. Non hanno mai attrezzato la loro osteria con un televisore, per non pagare la relativa tassa. In tutti gli anni di lavoro, Paola non ha mai ricevuto nulla per sé, nessuno le ha versato i contributi e oggi non dispone di nessuna pensione propria, vive con la pensione di reversibilità del marito: “io non esisto” afferma ironicamente.
A proposito del suo fidanzamento, Paola dice: “una volta non si usciva”, “il fidanzamento era diverso da adesso”: “il fidanzato veniva la sera, io stiravo, con la mamma che era presente”; “la domenica si andava a passeggio per la strada che porta a Chiaserna, ma non avevo da passare il ponticello”, così che la madre li potesse tenere controllati dalla finestra di casa.

 

Dati intervista
   
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Paruccini Paola
Mestiere svolto
Ostessa
Data di nascita
14/05/1914
Data intervista
26 ottobre 2007
Luogo di nascita
Cantiano (PU)
Durata intervista
70 min
Temi principali
Lavoro, Emigrazione, Guerra

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