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02 / MEMORIA OVER 90
 
DALLA MACCHIA ALLE POSTE
Pradarelli Giorgio nasce il 03/05/11 a Carpegna.
I genitori erano di Urbino e aveva 4 fratelli.
Il padre e la madre lavoravano alle dipendenze del principe di Carpegna Guido Orazio Falconieri. Guido è stato prima sindaco di Roma e senatore del regno e il padre di Giorgio era il suo uomo di fiducia, lo seguiva sempre. Appassionati di caccia passavano il tempo andando sul Agro Pontino. I principi andavano via dal palazzo a novembre e tornavano a maggio.
La madre a palazzo faceva la guardarobiera. Allora c’erano 2 contadini che due volte la settimana andavano a fare il bucato e la madre stirava gli abiti e la biancheria. Quando nascono i fratelli la famiglia di Giorgio va a vivere in una casa vicina al palazzo trovata grazie all’ aiuto del senatore. La madre a questo punto si dedica alla casa. L’unica sorella muore di itterite.
I contadini erano tenuti a portare al principe delle regalie: i polli quando si trebbiava, i capponi a Natale, i maiali venivano divisi con il padrone “loro andavano avanti con quelli”.
I rapporti tra contadini e principe erano buoni perché “il contadino comandava, il padrone non comandava niente, non si interessavano, tenevano più alla nobiltà, al nome nobile… al titolo”.
Il padre di Giorgio faceva il cameriere e accudiva i cavalli e il carro, l’unico mezzo di trasporto, che portava il principe e la sua famiglia dall’arciprete alla Pieve o a Pennabilli dal Vescovo.
Giorgio era a palazzo un “bambino di famiglia”, conosceva tutte le stanze a memoria, era grandissimo, ma c’erano solo tre bagni “si vede che non si mangiava e non si faceva” esclama ironicamente.
Era appassionato di caccia e la mattina andava sempre con il vecchio senatore a prendere gli uccelli.
La famiglia dei principi spesso faceva prestiti ed economicamente non stavano molto bene. Avevano parecchi possedimenti e in alcuni il senatore, dopo essere tornato dalla Germania, ha iniziato la prima coltivazione di barbabietole da zucchero e ha impiantato il primo zuccherificio. Quando era tempo della raccolta delle barbabietole, i contadini le portavano con i carri allo zuccherificio.
Don Amaglia, la figlia del principe, durante la prima guerra, era solita leggere alle mogli dei soldati analfabete le lettere spedite dal fronte, infatti allora “O dal prete o da Don Amaglia andavano (gli analfabeti)”. Quella volta ce n’erano molti.
Giorgio ha fatto solo la prima elementare. Infatti abitava nella sua casa una maestra che gli ha dato lezioni provate per 5 anni. Non ha poi proseguito gli studi perché “dovevo andare a lavorare, non c’era tempo di studiare”. Anche il padre sapeva leggere poco.
Il padre di Giorgio lascia il palazzo nel ‘20-’21 perchè i principi si sono trasferiti a Napoli.
Va a lavorare con il commerciante Cappelli di Carpegna. “Visto che era il primo di Carpegna che ha preso la licenza di autista sotto le armi” inizia a fare l’autista con un camion di guerra, con il quale raccoglieva le patate, la legna e le portava a Rimini in un magazzino.
Ma il camion era sempre rotto, non rendeva abbastanza, e allora è andato a Milano tramite un cugino della mamma e ha trovato un posto di autista per due signore che portava in giro per la città.
Venuto via da lì, è tornato a casa e, vista la sua passione per le bestie, (il nonno di Giorgio faceva il fattore del principi) ha comperato una mucca, un cavallo, le pecore e ha tirato avanti con quelle, facendo il mediatore alle fiere ma non era un lavoro che rendeva abbastanza.
Giorgio era il più grande dei figli e ha iniziato a lavorare fin da piccolo “Abbiamo fatto di tutto” anche le dighe sul fiume per interrompere le correnti troppo forti. Poi è andato con la Forestale e ha fatto le piantagioni sul monte. “Ho lavorato con questa milizia [la Milizia Forestale Fascista] e, siccome era morto il nipote di Mussolini, è stato fatto un cippo in suo onore”e la zona prende il nome da questo monumento. Giorgio ha fatto anche le “prese d’acqua” per i pascoli e lavori per migliorare i prati e le strade.
Nel ’30-‘31 Giorgio viene richiamato a Udine a fare il servizio di leva nell’Aereonautica, dove c’erano gli apparecchi da caccia, ma anziché fare i 15 mesi stabiliti per legge, viene congedato e rimane solo 1 anni perché primogenito di famiglia numerosa.
Giorgio viene richiamato nel ’35 per la guerra d’Africa con la divisione Gavinana ad Arezzo dove rimane 9 mesi. Qui andava per le campagne della Toscana per requisire i muli e li portava nelle caserme di Arezzo dove gli faceva rifare le unghie “tutto il giorno busca e striglia, porta a spasso sti muli”. Si stavano preparando per andare a Napoli ma si sparge la voce che quelli dell’aeronautica non dovevano andare in Africa. Giorgio quindi, dopo 7 o 8 giorni, è messo in licenza illimitata ma “sono stato sempre con il cuore nelle mani” temendo che lo richiamassero.
La moglie era impiegata alle poste, lavoro lasciatole dalla madre nel ’38.
La conosce quando era nella forestale, la incontra nell’ufficio postale. La sera chiudeva alle 8 e “tra una chiacchiera e l’altra…” si sono fidanzati, aiutati anche da parenti comuni.
Nel ’35 Giorgio è richiamato ad Arezzo e decidono di sposarsi per evitare una spedizione in africa. Quella volta il Duce dava 500 £ per sposarsi. Ha chiesto la licenza, è arrivato due giorni prima, si sono sposati alla mattina alle 7, sono stati accompagnati a Pesaro e con 500 £ sono andati a fare il viaggio di nozze a Roma. La suocera conosceva una famiglia il cui figlio aveva fatto carriera a Roma ed era molto tempo che era lì e ha fatto loro da guida.
Nel ’39 Giorgio è stato richiamato mentre era nella Forestale. Visto che lo zio, diplomato in agraria, era andato via, era rimasto lui come assistente. A volto gli venivano affidati compiti superiori alle sue competenze come sperimentare piante più resistenti alle condizioni atmosferiche avverse del monte con un professore dell’università di Firenze. Lì è rimasto fino al ’40 circa.
Poi ha ottenuto l’esonero tramite la Forestale come “Specializzato in materie boschive” e hanno fatto la requisizione dei boschi per fornire il combustibile. Loro requisivano appezzamenti di boschi e con 2 camion portavano la legna a Pesaro ai fornai. Lì è stato per 6 anni, aveva un lasciapassare con il quale poteva girare.
Ogni tanto c’erano i rastrellamenti fatti dai tedeschi e per questo bisognava nascondersi .
Nel ’46 è andato con la moglie a lavorare in posta “dalla macchia sono andato alle poste!”.
A Carpegna c’è stato il poligono e c’era “un invasione di militari” la buca delle lettere era sempre piena di telegrammi e cartoline.
La sera il postino si metteva sotto il portico e distribuiva la posta a chi aspettava le urgenze, soprattutto i sussidi militari.
Nel ’52 le poste non erano più in appalto privato e si andava per concorso; la moglie ha vinto il posto a Marotta ma, visto che era molto affezionata alla madre, non ha voluto lasciarla. Poiché in caso di rinuncia si veniva esclusi per 3 anni dai concorsi, ha aspettato finché non ha avuto il posto a Sant’Angelo in Vado.
Giorgio ha fatto l’impiegato alle poste fino al ’69 quando è andato in pensione poichè la moglie “on aveva molta salute” e anche lui non stava molto bene. Hanno avuto 2 figli, il più grande ha fatto l’Istituto Tecnico a Fermo ed è stato in collegio, il più piccolo ha fatto l’università, perché “c’erano più possibilità economiche”.
Poiché il più piccolo stava facendo l’università a Bologna, per stargli più vicino comperano un appartamento a Rimini. La moglie dopo 4 anni è morta, i figli sono rimasti a vivere uno a Bologna e uno a Sant’Angelo in Vado e allora Giorgio vende l’appartamento di Rimini.
Stava in estate solo nella casa in paese, dove aveva un po’ di terra e delle piante da frutto e, a novembre, andava con il figlio a sant’Angelo in vado fino ai primi di maggio. Poi, seguendo il consiglio del dottore, va a vivere per 3 o 4 anni con il figlio di Bologna; questi però, lavorando tutto il giorno, lo lasciava sempre solo in casa.
Quando ha saputo del ricovero a Carpegna ha espresso ai figli il desiderio di andare a stare lì e dal ’95 si è trasferito. Per i primi due anni stava nel ricovero dal primo novembre al primo maggio. Poi ha deciso di trasferirsi definitivamente.

 

Dati intervista
   
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Pradarelli Giorgio
Mestiere svolto
Impiegato
Data di nascita
03/05/1911
Data intervista
9 ottobre 2007
Luogo di nascita
Carpegna (PU)
Durata intervista
90 min
Temi principali
Lavoro, Famiglia, Guerra

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