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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
LE PAURE NON GUARISCONO
...Mio padre ha preso la pensione il giorno che è morto! Cioè gli è arrivata proprio quel giorno e così non ha preso niente. Ha lavorato tanto! Mia madre è stata molto male, è stata all’ospedale a Bologna, è stata all’ospedale a Fossombrone, è stata all’ospedale a Fano. Lei si è ammalata con una paura e ha preso la tubercolosi nei polmoni. C’era una vicina di casa che era un po’ pazzerella, anzi, pazza del tutto era e a noi non ci poteva vedere, ma noi non le avevamo fatto niente, niente proprio. Lei rimaneva a casa e noi andavamo al campo. Una mattina ha sfondato il muro, ha fatto un buco in una parete e urlava: “Adesso entro dentro, ti ammazzo, ti ammazzo”. Mia madre è scappata, è venuta giù nel campo da noi e da quella volta non si è più rimessa ed è stata anche nel sanatorio.
Mio padre aveva avvisato anche i carabinieri, l’aveva denunciata, ma loro hanno detto: “Fino a che non dà fastidio a quelli di casa non si può far niente”. Dopo ha iniziato a dare fastidio anche a quelli di casa sua e allora l’hanno portata via. Quel giorno che l’hanno portata via sono venute giù le guardie, i carabinieri, noi ci siamo chiusi tutti dentro e non ci siamo fatti vedere. La guardia ha detto: “Non vi fate vedere, per carità”.
Prima se l’è presa con noi e poi ha dato fastidio anche al marito e alla sua famiglia, quindi il marito l’ha denunciata e l’ha fatta portare via.
Mia madre c’ha preso una grande paura e da quel momento ha sempre sofferto. Ha fatto cinque o sei mesi a Bologna in un sanatorio. Dopo è stata ricoverata a Fossombrone e poi a Fano. Quando è morta sono venuti a disinfettare tutta la casa e hanno fatto le visite a tutti perché quella era una malattia che attaccava. Sarà stata una malattia come i tumori adesso, non lo so com’è.
Quando è stata a Bologna mio padre l’andava a trovare tutte le settimane ma noi non ci siamo mai stati. Dopo è stata quindici giorni a casa e poi si è dovuta portarla via. È stata parecchio a Fossombrone, poi è peggiorata ed è andata a Fano è lì è morta. E’ durata un anno la malattia ma noi sapevamo che non guariva perché le paure non si medicano e non si guariscono e allora tu te l’aspettavi. Ma io non ho mai capito perché quella donna ce l’avesse con noi, bò. Noi non le avevamo fatto mai niente. Quando noi andavamo fuori prima di uscire bisognava guardare dov’era lei sennò ti tirava quello che aveva nelle mani. A mio fratello ha tirato un coltello. Era pericolosa...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Mingucci Margherita
Mestiere svolto
Mezzadra,
lavoratrice stagionale,
operaia
Data di nascita
27/05/1928
Data intervista
26 giugno 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
75 min
Temi principali
Lavoro, Famiglia, Tempo libero, Emigrazione, Guerra

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