Home Archivio delle voci  
  Giardini della memoria   Memoria over 90   Catturare le storie                  
Ecofox
imaGo online
ENGLISH
CONTATTI
PUBBLICAZIONI
CREDITS
ATTIVITA'
DATABASE
database
 

 

 
01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
E SONO PARTITO PER LA GERMANIA
...Io avevo quattro fratelli e tutti sono andati a lavorare in Belgio. Uno è stato forse fra i primi a partire per le miniere, non dico degli italiani ma del paese senz’altro. E’ partito nel 1948, era il più grande e adesso è morto. In realtà ne sono morti tre perché con la polvere del carbone si prende la silicosi ed è difficile campare molto. Uno invece è ancora là, è del ’31 lui e io sono del ’36.
Lui ha la moglie di Udine e ha deciso di non tornare perché i figli si sono sposati con le belghe. Non parlano neanche tanto bene l’italiano, hanno un’impresa da muratori e si sono fatti tutti la casa. Qualche volta vengono al mare e via. Questo per dire che la vita non è stata rosea, dovevano tutti emigrare a quei tempi per trovare lavoro. Anch’io sono emigrato in Germania nel 1963, ma forse il mio caso è stato un po’ diverso.
Vi voglio raccontare cos’è successo. Io lavoravo per conto mio, facevo l’idraulico. Avevo con me un ragazzo e andavamo a Fano a comprare i tubi dell’acqua, le grondaie, quella roba lì. Lui era con me con la lambretta. Quella volta i mezzi di trasporto per la roba erano pochi, allora si caricava tutto sulla corriera che aveva il portapacchi sopra. Dunque noi avevamo caricato la roba sulla corriera e tornavamo con la Lambretta. Era gennaio e sul ponte di Fano e c’era un po’ di nebbia. Un bambino camminava sul ponte con la bicicletta, on era come adesso, non aveva i fanali, non aveva niente. Era piccolo, avrà avuto dieci anni. Ma come, mandi un bambino così piccolo, in giro con la nebbia? Io ero con la Lambretta, avevo il parabrezza e non l’ho visto, mi sono accorto lì per lì. L’ho preso appena in un pedale, mica si è fatto niente, è cascato, ma si è alzato subito: a me mi ha raccontato tutto il ragazzo che era con me. Lì vicino al ponte c’è una casa lunga dove stava la sorella del mio apprendista che era già sposata. ‘Sto ragazzo è andato a chiamare il babbo e l’apprendista è andato a chiamare la sorella e mi hanno lasciato lì, in mezzo alla strada. Fortunatamente allora i mezzi di passaggio erano pochi, ne passava uno all’ora, se ci fosse stato il traffico di oggi…. Sarò stato sicuramente dieci minuti da solo sull’asfalto e non è passato niente, sennò mi avrebbero investito di sicuro. Quello ha chiamato il padre, è venuto su, ha spostato bicicletta e mi hanno dato la colpa. Io sono stato cinque o sei giorni in coma, credevano che non ce l’avrei fatta. Quando sono tornato a casa sono stato sette - otto mesi senza poter fare niente, perché dovevo andare dal dottore tutti i giorni a fare le endovenose. I lavori non li avevo finiti ma dove dovevo pagare volevano i soldi e i soldi per pagare se non finivi i lavori non ce li avevi. Così quando mi sono rimesso in sesto ho parlato con quelli a cui dovevo finire i lavori e da cui avevo comprato il materiale:“Io adesso non ce la faccio a riaprire senza un soldo.” E sono partito per la Germania.
C’era un mio amico che veniva ad imparare il mestiere da me, un ragazzo un po’ più piccolo di me di una decina d’ anni. Lui era già là e faceva l’idraulico. Io ho chiesto alla madre dov’era, lei mi ha dato l’indirizzo e io sono partito. Mi sono presentato all’improvviso e quando mi ha visto ha detto:“E tu?! Dove vai?...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
< Torna a elenco
Cognome Nome
Monti Benito
Mestiere svolto
Sarto, idraulico,
tecnico,
gestione bar
Data di nascita
28/06/1936
Data intervista
19 giugno 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
105 min
Temi principali
Lavoro, Famiglia, Tempo libero, Emigrazione, Guerra, Affettività, Riti e costumi

Guarda il video

Installa Adobe Flash Player 9


Piazza Tre Martiri, 43 - 47921 Rimini / tel. 0541.434059 - 0541.434023 / fax 0541.434060