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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
RIESCO A PASSARE
Al colloquio era presente la moglie

...Suo fratello è morto sulla strada quando si va giù a Torrette, al bivio della nazionale. Era una domenica pomeriggio è andato giù con un altro ragazzo che abitava qui che aveva il moto. Quando è stato all’imbocco per entrare nella nazionale ha visto una macchina a cinquanta metri lontano, lui con il moto ha fatto questo ragionamento “Riesco a passare”, ma dietro la macchina veniva uno con una moto perché quel giorno c’erano le corse a Senigallia. Questo qui con la moto a testa bassa, dietro la macchina: se la macchina impiegava, diciamo due minuti. lui è arrivato in trenta secondi. Il ragazzo che guida il motorino era in mezzo alla strada e quando ha visto la moto si è paralizzato. Quello della moto non l’ha centrato, l’ha soltanto sfiorato. Mio cognato aveva 14 anni, era sul sellino, l’ha toccato, nessuno lo sa, ha sbattuto la testa in un paracarro, è rimasto sulla strada. E allora suo babbo, poveretto, qualche volta con questo ragazzo si risentiva, non perché l’aveva fatto a posta, perché aveva messo a rischio la sua vita, ma comunque diceva: “Mi hai ammazzato il ragazzo, dovevi stare più attento”, diceva queste cose qui quando lo vedeva e a quel ragazzo non gli dava tanto piacere. Io cosa ho fatto? In quel periodo uno mi ha scritto da Forlì, che era un mio amico che lavorava là, se volevo andare a lavorare lassù. Allora ho detto a lei: “Cosa dici tu? Vado via e portiamo via tutti e così qui è finita…”.
Io sono andato via dal paese perché è morto mio cognato, sennò non ci andavo, perché io quaggiù stavo bene come stavo.
Noi c’eravamo sposati nel ’55, a luglio e suo fratello è morto nel ’56 a luglio.
Se non fosse morto suo fratello io non andavo via, io già ero caporeparto qui, avevo la casa qui. Lassù, quando sono andato via, mi davano 90.000 lire, quaggiù lavoravo per 30, io con 90.000 lire pensavo che andasse abbastanza bene. Ma a Forlì dovevo pagare 23.000 lire di affitto mentre e qui non pagavo niente, il laboratorio era a 5-6 chilometri, io la macchina non ce l’avevo, ho comprato il motorino per andare a lavorare, tutte queste cose qui. Insomma che avessi fatto un gran affare non l’avevo fatto, comunque per portare via tutti…
Dopo invece il suo babbo e la sua mamma hanno tardato un paio di anni prima di venire su, perché venivano su ogni tanto e poi tornavano giù, poi alla fine si sono trasferiti definitivamente...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Moretti Leandro
Mestiere svolto
Calzolaio
Data di nascita
13/07/1927
Data intervista
7 luglio 2006
18 agosto 2006
Luogo di nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
165 min
Temi principali
Guerra, Politica, Emigrazione, Lavoro, Famiglia,
Tempo libero, Vacanze

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