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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
IL SINDACO CHE HA PARTORITO
...L’impegno politico è stata una cosa dove mi ci ha portato mio padre. Perché i Nataloni sono sempre stati di sinistra e allora si facevano le riunioni di caseggiato, mio padre andava e mi portava con sé. Io ero proprio piccola, avrò avuto undici anni! Poi mi sono iscritta alla Federazione Giovanile e da lì entrai in maniera più attiva a fare politica. Poi mi iscrissi al PC. Mio marito quando ci siamo sposati nel ’75 venne ad abitare a S. Costanzo e da allora ha sempre abitato qui. Però lui è di Cantiano e ci siamo conosciuti ad un dibattito in teatro sul referendum del divorzio, durante la campagna elettorale. C’era un dibattito in teatro, lui parlava per il PC, mi ricordo che c’era Giampaoli per la DC, Trappoli per il Partito Socialista, Contarini per il PSDI. C’era questo giovane morettino e io scherzando ho detto: “Mi piace quel ragazzo, me lo fai conoscere?” “Come no”. E da lì questo compagno parlò con Giuliano, ci incontrammo e così abbiamo iniziato a frequentarci. Abitava a Pesaro, era un tipo abbastanza delicatino nel mangiare (adesso no, adesso mangia anche troppo!). Insomma alla fine mio padre che era un uomo intelligente ma anche molto moderno disse: “Vi sposate perché io voglio nero su bianco. Aspettate prima di avere i figli, state insieme così questo ragazzo che è così piccolino, così magrolino, non ci muore di fame e l’ospitiamo a casa nostra”.
Cinque anni dopo mi proposero di fare il sindaco. Ricordo che avevamo la sezione in questo palazzo all’ultimo piano e per arrivarci ci voleva del fisico. Tant’è che scherzando, quando mi proposero di fare il sindaco, avevo 22 anni e per l’anno 1980 fu una rivoluzione, dicevamo che grazie a questa sezione che era all’inferno avevamo fatto un bel rinnovamento perché per le persone che avevano una mentalità un pochettino più chiusa non ce la facevano ad arrivare fin lassù.
Invece la proposta venne proprio da quei compagni che “le donne a casa a fare le tagliatelle, le mamme, le mogli”. “Ma siete pazzi. 22 anni, non ho mai fatto il Consigliere…”. “No, tu devi fare il sindaco perché c’è bisogno di una svolta, di un rinnovamento, chi meglio di te? Giovane e donna e quindi ci rappresenti”.
Così ho fatto il sindaco per dieci anni. Dall’80 al ’90, e sono stati anche duri. Nel 1982 ho avuto il primo figlio e fu un evento eccezionale perché tutto il paese aveva le doglie quel giorno. Mi ricordo che quando nacque, nel settore oculistica era ricoverato Renzo Belacchi. Appena seppe che era nato, che avevo partorito, lui cominciò a dire: “Devo scappare, devo andare di sotto a trovare il mio sindaco che ha partorito”. E tutti ridevano, compreso il primario. “Dove vai Belacchi?” “Dal mio sindaco che ha partorito.” “Ma come? Il sindaco ha partorito?”. Infatti dopo me lo raccontava sempre. “Sai che quel giorno mi prendevano tutti per i fondelli. Dicevano che non era possibile. Credevano che fossi matto”.
Ma a parte gli aneddoti, in generale è stata veramente dura. A volte mi capita di sognare di fare ancora il sindaco! Adesso l’idea di ritornare a fare l’amministratore mi metterebbe addosso l’angoscia! Non c’era un’indennità e quindi ho continuato a lavorare; avevo la famiglia e spesso le riunioni erano dopo cena. Poi per il sindaco c’era di tutto: oltre ai problemi delle strade, dell’acquedotto, del teatro da restaurare, il fatto che ero donna, dava ulteriore possibilità al cittadino di porti i problemi più strani, tipo la moglie che litigava con il marito oppure le liti tra vicini, tra fratelli. Mi ricordo che un giorno vennero due fratelli, prima l’uno poi l’altro, litigavano selvaggiamente e litigavano per la tomba del padre. Mi ricordo di una donna che mi faceva impazzire: era gelosa della vicina di casa e quindi io dovevo intervenire perché “Quella strega mi rende la vita impossibile”. Poi naturalmente c’era il cittadino che non aveva l’acqua, quello che voleva la breccia, quello che voleva la lampadina, la mamma che aveva il figlio che non voleva lavorare… C’era di tutto e di più e io, oltre che sindaco, ero un po’ anche l’assistente sociale...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Nataloni Luciana
Mestiere attuale
Ragioniera,
sindaco (1980-1990)
Data di nascita
08/04/1958
Data intervista
6 maggio 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
105 min
Temi principali
Lavoro, Famiglia, Politica, Tempo libero

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