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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
LO ZIG ZAG
...Siamo cresciuti da ragazzini, eravamo vicini.
Lui prima abitava in via Monte Grappa, è nato lassù al castello … siamo nati tutti lassù. Dopo nel ’31 è morto un fratello e mi sembra nel ’34 sono venuti quaggiù in Corso Matteotti in centro.
Lui o ha sempre fatto il sarto, prima è andato ad imparare, poi ha fatto il militare e quando è tornato ha cominciato a lavorare subito, nel ’45.
Quando ci siamo fidanzati facevamo tutti e due i sarti. Lui era specializzato sulle confezioni maschili, era bravo, era l’unico qui … non per vantarsi…
Questo era il suo laboratorio, ma ci lavoravo anch’io, e queste sono le macchine. La mia è quella là, l’abbiamo messa da una parte perché non avevamo il posto. Questa l’abbiamo comprata nel ’52, la zig-zag, ma dopo si è rotta e non abbiamo trovato più i pezzi, e abbiamo dovuto ripiegare su una vecchia.
Prima l’aiutavo ma dopo ho smesso perché non riuscivo più a lavorare con lui, anche se lavorare “da uomo” si prende di più. Ma è un altro lavoro, ci vuole un gran impegno...fare una giacca non è semplice. Da donna è più facile, in inverno, con i cappotti, le giacche, c’è anche lì da lavorare, ma come vestiti si fa prima.
Lui lavorava molto per fuori; quando tornavano da Milano, Torino, Roma, Firenze, venivano qui perché avevano i parenti per le ferie, lui lavorava tanto… le ferie lui non le ha mai avute...d’estate con quel ferro a carbone, non le dico…
Lavorava anche dopo cena fino a tardi, invece io mi alzavo presto la mattina anche perché dovevo preparare per le figli che andavano a scuola: mi alzavo alle quattro alle cinque, ma fino alle undici non si andava a letto perché c’era sempre da sistemare qualcosa.
Questa macchina l’abbiamo presa nel ’52 per lo zig-zag e anche per la righetta, poi si è rotta e siamo andati a Senigallia a vedere se c’era la cinghia nuova ma chi hanno detto che non si trovava più allora abbiamo preso questa, ma ancora non so usarla perché sono macchine più difficili.
Mio marito è morto due anni e mezzo fa e ha sempre lavorato fino all’ultimo.
Ma adesso sono pochi quelli che vanno dal sarto, solo quelli che erano proprio innamorati del lavoro del sarto, perché c’è più spesa; tu adesso con 50 euro compri un vestito e prima ci prendevi neanche mezzo metro di stoffa...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Pagnetti Elide
Mestiere svolto
Sarta
Data di nascita
05/05/1923
Data intervista
23 settembre 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
75 min
Temi principali
Lavoro, Matrimonio, Famiglia, Politica, Guerra, Tempo libero, Riti e costumi

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