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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
IO NON SO NIENTE
...Mio padre l’ha avute dai fascisti. Mio padre lavorava sulla torre del paese per le riparazioni, non con l’impalcatura da terra a su, come hanno fatto ultimamente che era tutta fasciata, ma con corde sospese dall’alto a riparare le commisure fra un mattone e l’altro - si dice commisurare le crepe ... Se non che, nello stesso periodo, costruivano la casa parrocchiale … io non ero grande, forse non ero nato. Mio padre lo raccontava.
C’era il fascismo e c’erano i russi nascosti, cioè i socialisti. A lavorare nella torre c’era mio padre, mentre la casa parrocchiale, quella che vediamo gialla dalla piazza, la stavano costruendo i romagnoli e molti erano socialisti. Ad un certo punto una mattina sventolava la bandiera rossa sulla torre. Chi ci lavorava? Mio padre. Allora è venuta a casa una squadretta di fascisti, forse anche buoni, a intimare perché aveva messo su ‘sta bandiera. “Ma no, io non so niente”, sempre su racconto di mio padre. E infatti non era stato mio padre, perché era un po’ socialistoide, ma agnostico. Ne ha passate delle brutte perché hanno sospettato che solo Lisandr d’ Cuccagna poteva aver messo la bandiera sulla torre in quanto era molto ardito, snello. La bandiera infatti era nell’asta della banderuola, proprio in alto, quindi bisognava salire per legarla. Lui raccontava: “Ho lavorato anche con le corde, legato…”, quindi se sapeva andare giù, poteva andare anche su. E poi ha avuto un po’ da fare con ‘sti fascisti per il lavoro. C’era un concorrente e un giorno era sul lavoro, (prima a casa erano venuti, poi sul lavoro) e l’hanno mandato a casa. Gliel’hanno detto come quando adesso si scherza: “Ma vai a casa!”, si dice così quando giochiamo al bigliardo con qualche amico. Allora a lui hanno detto così: “Va a casa”. Questo l’hanno detto i fascisti a mio padre che ancora si ricorderà anche da morto. L’hanno mandato a casa: “Tu, vai a casa”. “Perché?”. “Tu vai a casa”. Per cui è stato sempre antifascista. Per la bandiera sospettavano che solo lui poteva essere stato. I romagnoli sfuggivano perché lavoravano qui ma non erano conosciuti, potevano essere clericali o fascisti, non sono stati sospettati. Invece si dice che il responsabile fosse una persona di qui, non dico il nome, il quale per sviare i sospetti ha detto: “Ce l’hanno messa i romagnoli”. Era un anarchico, un fabbro...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Pandofli Medardo
Mestiere svolto
Geometra
Data di nascita
30/07/1934
Data intervista
17 marzo 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
120 min
Temi principali
Lavoro, Matrimonio, Famiglia, Tempo libero, vacanza, Affettività, Guerra

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