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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
HA TIRATO FUORI LA TETTA
...Sono nata nel 1933 ed eravamo in quindici, i nonni, tre figli sposati e altri sette figli. Tutti mezzadri di un prete del seminario di Fano che veniva quando c’era da trebbiare il grano. Quella volta si tenevano le pecore e si spartiva il formaggio, prendeva metà il padrone e metà il contadino. Una forma di formaggio, quella più bella, la prendeva il mediatore e una era per il fattore. Dopo al padrone si portava i polli e il cappone. La metà da dare al padrone faceva un po’ l’occhio grosso! Non si faceva una gran vita in casa, si mangiava quello che c’era. Il burro si portava a vendere per comprare qualcos’ altro; la carne, non è come adesso, si mangiava solo nei giorni di festa…
Così era la vita nostra…
Io ho lavorato con loro fino a ventitre anni, poi mi sono sposata e sono entrata nella famiglia di mio marito che era un piccolo proprietario. Si, un po’ di differenza c’era perchè non c’era il padrone, ma il padrone c’era e era anche più grosso!
Mio marito lo conoscevo da sempre. Era vicino di casa. Veniva qualche volta da noi, andava a caccia, faceva il suo giretto. La domenica la gioventù faceva il suo giro e passava sempre davanti a casa nostra dove noi stavamo seduti. Così abbiamo iniziato a conoscerci. La mia famiglia ci teneva perchè lui era coltivatore diretto e sembrava chissà cosa! Invece era una gran fregatura grossa perchè quando uno si sposa, andare a stare con i genitori del marito non è una cosa bella: ma loro avevano la terra e noi eravamo i disgraziati che avevano il padrone. Ma alla fine non c’era una gran differenza: il fondo suo era piccolino, tre ettari di terra, e pagava un sacco di tasse. Sono stata fidanzata poco più di cinque anni. E dopo ci siamo sposati…
Mi sono fidanzata del ’50 e mi sono sposata del ’56. Il pranzo di matrimonio l’abbiamo fatto in casa, si facevano i pranzi dentro casa perché avevamo i polli. Mi sono sposata l’11 febbraio 1956. La neve che ha fatto quell’ anno non l’ha più fatta! Per venire su da casa mia hanno dovuto spalare, hanno fatto la rotta perché la neve ci copriva fino al collo. Poi in quella chiesa il freddo che ho sofferto! Potevamo fare anche un mese dopo, ma ormai avevamo deciso così. Anche i parenti sono venuti a piedi! Comunque è stata una bella festa.
Sono entrata nella famiglia di mio marito e c’era la nonna e i suoceri; la casa era un po’ sacrificata: per andare nella camera mia dovevo passare prima dai suoceri, poi dalla nonna e poi giù in fondo c’era la mia! Pensa se ero messa bene io!
Tu andavi a letto e passavi nelle altre camere mentre uno si spogliava, si metteva a letto… Il bagno non c’era ma c’erano ancora da fare le divisioni con il fratello di mio marito e non era il caso di fare un bagno, non era il caso di andare a muovere niente perché sennò c’era la cagnara a stufo!
La suocera era sempre in campagna, non conosceva niente oltre la casa e il lavoro. Mio suocero invece era un po’ meglio, capiva meglio le cose, lei proprio zero; più di tutti faceva nonna, era dolcissima… Io comunque, li ho accuditi tutti e tre fino alla morte!
La nonna era stata la balia di una famiglia nobile di Fano. Ha dovuto lasciare sua figlia di tre mesi per andare a dare il latte al figlio di questi signori. La tenevano bene ma per aiutare la famiglia dei conti la sua bimba è morta di fame perché se a una bimba di tre mesi togli il latte, cosa le dai da mangiare? Ma era costretta perché il marito era in America e c’è stato sette anni per comprare quel poco di terra dove poi abbiamo vissuto noi!
Questa nonna mi voleva bene perché conosceva i bambini e mi diceva che erano belli, che erano robusti. Mi raccontava tante cose e mi diceva che quando uno ha tre figli è la cosa più bella del mondo. Nonna (io la chiamavo nonna, mamma no, perché la mamma è una sola, ma mi veniva di chiamarla nonna per rispetto e perchè era bravissima), nonna un giorno ha tirato fuori la tetta e mi ha detto che aveva voglia di darla a mio figlio…
Era dolcissima...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Piccioli Graziella
Mestiere svolto
Mezzadra,
coltivatrice diretta
Data di nascita
03/11/1933
Data intervista
20 marzo 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
90 min
Temi principali
Lavoro, Matrimonio, Famiglia, Guerra, Riti e costumi, Affettività

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