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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA |
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UN QUINTALE DI GRANO, UN PAIO DI SCARPE
...Qualche padrone per esempio rubava: vendeva del bestiame e non lo segnava. C’era un quaderno dove veniva segnato tutto. Siccome chi riscuoteva era il padrone e alla fine dell’anno chi faceva i conti era il padrone, se il contadino non stava più che attento certi padroni disonesti qualche bestia la facevano passare sotto. Quando mancava una bestia per l’economia di una famiglia era tanto e allora iniziava un po’ di ruggine: si diceva che dei contadini che avevano inseguito il padrone con il forcon! Si, perché i contadini ad un certo punto si ribellavano anche perché i padroni erano quasi tutti fascisti, i contadini quasi tutti comunisti, quindi l’odio era forte. Perché tanto comunismo nelle campagne nostre? Non comunismo come ideologia anticlericale perché per la chiesa e il prete c’è stato sempre il massimo rispetto nelle campagne nostre, ma comunisti proprio per questo: essere comunisti era essere contro i padroni. Quindi un coltivatore diretto poteva essere democristiano, ma un mezzadro mai sarebbe stato democristiano. Ma non era collegato alla religione perché per il prete c’era il massimo rispetto, quando veniva a portare l’Acqua Santa c’era il posto dove si fermava a mangiare e gli davano le uova. C’era fiducia, rispetto dappertutto non solamente a casa mia. Però c’era anche la scomunica, quella volta chi diventava comunista era scomunicato. Come conciliavi tutto? Don Antonio all’inizio era proprio accanito contro i contadini comunisti, la zona di Santa Croce la chiamava la “Piccola Russia” perché laggiù erano tutti comunisti. Poi si è addolcito anche lui. Vedere nel comunismo chi li liberava dalla povertà, dalla schiavitù, era una cosa troppo bella per non aderire. Invece i preti erano più collegati con il fascismo, con i padroni insomma. Infatti la mezzadria ha fermato il progresso di parecchio e in più ha favorito il malcontento della popolazione soggetta alla mezzadria. Perché prima la divisione era fatta al 50% però il lavoro della campagna era più del 50%. Dopo si è passati al 53% con delle battaglie tremende! Ricordo che mio padre con i sindacati ha fatto fermare la trebbia sull’aia, ha fatto una dimostrazione a casa nostra. Non si partiva se il padrone non dava il 53%. Allora si è trovato l’accordo e cosi si è partiti. Dal 53% si è passati al 58%, poi al 60%, poi è finita, è stata abolita. O la trasformavi in affitto oppure il mezzadro comperava e la divideva con il proprietario. Però le battaglie per arrivare a quel punto lì sono state grosse.
Il nostro padrone era buono, ma chiaramente il padrone non poteva dare a te il 53% se tutti gli altri davano il 50%, anche lui si metteva con le sue organizzazioni di categoria. Allora noi con i sindacati dei contadini, abbiamo fermato tutto. C’era il segretario di zona del sindacato, Bigonzi si chiamava, è venuto lì, si è messo d’accordo per il 53%. Per la trebbiatura il padrone il grano suo lo portava via, quello del contadino si metteva dentro e lui segnava, sempre lì presente o lui o il fattore, se non c’era il fattore c’era lui, seduto lì, vicino alla bascola, lui pesava, segnava, questo qua, questo là…
Chiaramente rubavano i padroni e rubavano i contadini. Anche le piccole culture che dovevano essere divise come i fagioli, i ceci parecchie passavano sotto. Un’ altra cosa che aiutava i contadini era la sementina, l’erba medica. L’ultimo taglio veniva trebbiato per fare il seme per ripiantarlo l’anno successivo e per venderlo. Quello di solito si faceva senza la presenza del padrone, si trebbiava e allora lì qualche sacco passava sotto. Erano qualche migliaia di lire che si potevano mettere in tasca per comperare magari una bicicletta, qualcosa di più. Poi un ricordo che ho è il paragone un quintale di grano uguale ad un paio di scarpe. Diceva sempre mio padre: “Con un quintale di grano compriamo un paio di scarpe”. Oggi quasi ci vogliono dieci quintali di grano per comperare un paio di scarpe. Questa è l’economia di quella volta, del periodo che ricordo io intorno al ’50. L’anno più bello del grano perché ne ha fatto parecchio è stato il ’55: da noi ha fatto 125 quintali di grano, che non li aveva mai fatti, e quell’anno è stato il boom della meccanizzazione della campagne, l’acquisto dei motorini, le prime moto. Siccome c’era stato parecchio introito allora queste aziende che avevano da vendere i motorini di quella volta: Benelli, Mival, Motom, hanno iniziato a mandare i rappresentanti in campagna...
Rielaborazione della testimonianza
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Cognome Nome |
Rossi Piergiorgio |
Mestiere attuale |
Ragioniere |
Data di nascita |
27/03/1947 |
Data intervista |
12 dicembre 2006 |
Luogo di Nascita |
San Costanzo (PU) |
Durata intervista |
120 min |
Temi principali |
Lavoro, Famiglia, Politica, Riti e costumi, Guerra
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