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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
CON SACCO E VANZETTI
...Tu pensa, una mia zia ha avuto nove figli. Uno dei primi doveva andare in guerra e prima di partire di domenica ed è andato in chiesa. Ha risposto al prete mentre faceva la predica, si è messo a litigare.
Cosa gli ha detto di preciso non lo so perché nessuno me l’ha riferito, ma il fatto è che ha contraddetto quello che diceva il prete. Quindi ti faccio capire che aria tirava. Erano tutti un po’ così. Mio nonno quando vedeva i preti ne faceva di tutti i colori
Lui qualche volta scendeva a Fano con la corriera e andava da Celestin Torcoletti, a fare i rifornimenti del cuoio. Una volta è salito in corriera e dentro c’erano due preti; allora alla moglie ha detto: “Speranza, porta su una bracciata di fieno che ci sono due somari”.
Da quel che so allora le idee politiche non erano precise, perché non c’era nessun partito che potesse organizzare niente. L’unica cosa che facevano era dichiararsi anarchici; cosa facevano ‘sti anarchici io non lo so. So che fra di loro c’era una certa riservatezza, facevano le cose un po’ segrete, si ritrovavano fra di loro, facevano le mangiate di oliva sotto sale, la cipolla con il tonno, queste cose qui. Anche mio padre non era tenero politicamente. Quando studiavo a Roma, verso il 41-42, è venuto su anche babbo, a lavorare come ciabattino e stavamo insieme. Qualche volta, io e mio padre andavamo a mangiare a casa di mio zio, perché lì c’era tutto. Finito di mangiare, mio padre andava in bottega a lavorare e io dovevo andare a studiare nella camerina dove dormivamo, un letto singolo in due, uno in cima e uno in fondo. Io avrei preferito restare lì un po’ perché c’era un gran divano, ti stendevi tutto. Invece mio padre mi portava sempre via, dopo ho capito perché. Perché, quando era fuori, quella era una zona molto controllata, ancora c’era il re e Mussolini e a lui lo fermavano sempre, a mio padre. “Documenti”. Se c’ero io gli chiedevano i documenti e poi lo lasciavano ma una vola che era senza di me l’hanno portato alla sede del Fascio, in Questura. Gli hanno ritrovato tutti i precedenti dei fratelli che erano andarti via da San Costanzo, erano andati in America. Uno dei fratelli prima di partire aveva fatto un comizio. Mariulìn gli ha fatto una pernacchia e lui gli ha detto: “A te ti prendo dopo”.
Questo è successo prima della guerra del ‘15-‘18.
Allora, tornando alla pernacchia, quando ha finito di tenere il comizio è sceso, è andato oltre e gli ha dato un pugno: l’ha steso e poi aveva il passaporto pronto e sono andati via.
Hai capito? Sono partiti tutti e due i fratelli di mio padre, Adelfo e Renato. Adelfo poi aveva fatto una certa carriera là come persona colta; la casa sua era frequentata da antifascisti: Salvemini, Pacciardi, almeno questi erano tutti i racconti che mi facevano quando tornavano in Italia, dopo il fascismo.
Dopo uno è morto di tumore e l’altro, Renato, quando era andato in pensione, tornava un anno si e un anno no. È stato intervistato poi, in Italia, da dei professori dell’università di Torino, perché era stato amico di Sacco e Vanzetti. Mi ha detto: “Questi hanno sbagliato tutto. Perché prima li hanno condannati e adesso li vogliono assolvere. Invece uno di loro due, io so chi è stato, ormai si può anche dire, è colpevole”. Cioè lui diceva che il ciabattino era colpevole. Sono venuti da Torino ad intervistarlo non solo per questo fatto, ma perché c’è stato un momento in cui in America facevano la raccolta di questi tipi che potevano essere pericolosi. Li cercavano per rimpatriarli e loro, anziché tornare in Italia, erano andati in Messico, con Zapata. Hanno fatto la rivoluzione con Zapata, hanno dormito per terra. Finita la rivoluzione uno dei due fratelli si è sposato con una messicana e sono tornati in America perché le cose si erano un pochino messe tranquille...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Sanchioni Lorenzo
Mestiere svolto
Impiegato in
ospedale
Data di nascita
1926
Data intervista
17 dicembre 2005
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
120 min
Temi principali
Famiglia, Politica, Tempo libero, Affettività, Emigrazione,
Guerra

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