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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA |
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BUTTA VIA TUTTO
...Quando abbiamo passato Vienna c’era solo un ponte in piedi sul Danubio e abbiamo camminato quasi tutta la giornata e poi abbiamo trovato ‘sto ponte siamo passati e siamo andati a trovare la ferrovia. Quando arriviamo al confine con l’Italia mi hanno voluto i documenti gli ho dato un foglio che mi aveva dato il capitano russo e siamo passati. Ci hanno messo in una caserma di Repubblichini a dormire e c’era una capitano italiano che comandava. In questa caserma c’erano i mitra, i fucili, le rivoltelle e io ne ho prese due e siamo scappati a Udine. Era pieno di gente, chi con i fazzoletti rossi, chi con i fazzoletti verdi, chi con i mitra … tutti ragazzi erano. Ho chiesto: “Questi dove vanno?” e un vecchio mi dice: “Dove vanno? Se ti vedono ti sparano come niente”. “Sì? allora aspetta fammi mettere qualcosa nelle tasche”. Lì c’erano le rivoltelle e le ho prese.
Aspetta, faccio un passo indietro. Quando ero con i russi avevo trovato un italiano morto e ho guardato perché mi è sempre piaciuto andare a vedere le cose. Vedo sto italiano che aveva il viso nella terra e aveva un buco nell’ elmetto. L’ho girato, dico: “Dalla faccia per me è un italiano” e inizio a mettergli le mani nelle tasche. Ho preso il portamonete e dal documento ho visto che era di Pavia e in più aveva 70 marchi. Ho preso tutto e poi ho pensato: “Quando vado in Italia lo porto alla famiglia”, ma poi ho avuto paura: “Se i russi mi guardano e mi trovano questa roba?”. Ho preso i soldi e li ho buttati via, ma mi è dispiaciuto.
Quello era uno arruolato con i tedeschi, aveva un buco qui nell’elmetto, aveva due figli, c’erano le fotografie di lui da civile con i figlie e la moglie. Di rivoltelle ne ho riportate a casa due, una la portavo sempre dietro perché dicevano che qui alla sera se uscivi…, una l’ho venduta a due fratelli commercianti. Siamo andati qui dietro il fosso, hanno detto: “Ma è buona almeno sta rivoltella?”. Io ho preso il caricatore, tac, l’ho buttato su, con noi c’era un fabbro che loro avevano portato per vedere se la rivoltella funzionava.
Allora gli ho detto: “La vuoi provare?”.
“No spara tu”.
Tam, tam, tam e ho detto: “Tò prendila vedrai se fa”.
Mi hanno dato 5.000 lire. Vado a Roma e c’era il fratello di Ligio che era delle Guardie Giurate, lui aveva un pistolone a tamburo: “Dove vai con quella rivoltella? Io ti do una Berretta” “Dove ce l’hai?”.
“Ce l’ho a casa, quando viene giù Eligio te la dò”.
E l’ho data a lui.
Dopo qui giravo dappertutto e avevo trovato un fucile dei carabinieri…
Nella caserma dei carabinieri c’era un appuntato e quando sono venute le votazioni nel ’48 io avevo sto fucile, le rivoltelle, una rivoltella dei tedeschi una 38 che l’ha avuta uno del paese quando è andato a fare il soldato negli ufficiali. “Dammela, dammela…” e gliel’ho data. “Ma me la riporti!”, Invece l’ha data ad un altro ufficiale.
Insomma viene giù st’appuntato e mi dice: “Guarda, adesso ci sono le votazioni… tu da che parte stai?”.
“Da che parte devo essere non sono da nessuna parte”.
“Io vado a cercare qualcuno, sai se succede qualcosa… sai, noi siamo dalla parte del re”.
“Va bene adesso lo dico a mio fratello”.
L’ho detto a parecchi, eravamo arruolati una ventina e l’appuntato c’ ha detto:” Se volete le armi venite su in caserma” “Appuntato – gli ho risposto - venga con me”.
L’ho portato a casa, ho alzato un coperchio di un mastello ed era tutto pieno di cartucce.
Se succedeva qualcosa noi eravamo dalla parte dei carabinieri.
A un altro amico ho detto: “ Guarda, ci sarebbe, così e così…”. Avevamo due casse di bombe, quelle inglesi, e quando gliel’ho fatte vedere ha detto: “Ma tu ne hai più di noi”. Ma anche questa è passata e quando dopo un po’ quando si sono messe a posto le cose arriva ‘sto appuntato e mi dice: “Guarda, butta via tutto”.
Gli ho portato in caserma una rivoltella e il resto ho buttato via. Le bombe le ho buttate qua nei rifugi, ho tolto a tutte la spoletta e poi le ho buttate nei rifugi, le cartucce le abbiamo buttate tutte via, nel pozzo di un contadino, tutte lì dentro...
Rielaborazione della testimonianza
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Cognome Nome |
Secchiaroli Sirio |
Mestiere svolto |
Bottaio |
Data di nascita |
30/09/1921 |
Data intervista |
14 gennaio 2006 |
Luogo di nascita |
San Costanzo (PU) |
Durata intervista |
180 min |
Temi principali |
Lavoro, Emigrazione, Famiglia, Affettività,
Tempo libero,
Guerra
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