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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA |
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IL PRETE INTRATTABILE
...Prima della Pro Loco ci siamo presi l’impegno del Comitato Polentaro e abbiamo ripristinato la festa della polenta, verso il ’49 - ‘50. Io ricordo tutti i nomi di quelli che c’erano.
E’ nato in comune fra gli impiegati, l’ufficiale sanitario, quello del mulino, un falegname per i comunisti. Il comitato doveva tener conto delle appartenenze politiche perché c’era sempre questa cosa: non c’è un comunista o un socialista dentro? Allora sembrava una cosa di parte. Poi abbiamo pensato anche a una Pro Loco perché il direttore del turismo di Pesaro era uno di Cerasa: “Perché non formate una Pro Loco?”. Da lì è nata la Pro Loco, con tutti i componenti del vecchio Comitato Polentaro più qualcun altro, ad esempio Vieris che veramente un genio.
Dopo è nata “La Matta”. Abbiamo provato ad includerla nella Pro Loco, per non fare tutti ‘stì comitati, ma non hanno accettato e hanno preferito far da soli. Che poi era tutta gente che veniva anche ad aiutare durante la polenta, per carità. Ma anche con “La Matta” abbiamo lo stesso avuto delle belle soddisfazioni perché abbiamo fatto un sacco di iniziative. Come Pro Loco avevamo la festa della polenta, poi abbiamo inventato “Sancostanzesi lontani”, che qui adesso la chiamano “la festa del ritorno”, poi organizzavamo un veglione all’anno, nel periodo di carnevale. Era il “veglione dei signori” di Fano e Pesaro che venivano in massa. Abbiamo avuto Buscaglione, Rita Pavone, Valdambrini, Bruno Martino, tutta gente che costava… mi ricordo che Bruno Martino costava 800 mila lire! Però era un avvenimento, perché una volta scelta l’orchestra, se si sapeva che per radio trasmettevano le orchestre, tutti a dire: “Oh, guardate che oggi alla tal ora suona Bruno Martino”. E a quell’ora tutti davanti alla radio. Poi c’è stato il “Circuito degli assi” con i ciclisti, ma l’abbiamo fatto solo per tre anni.
La sede era nel comune, all’ultimo piano. C’era lì un bel salone, freddo come un accidente, perché non c’era il riscaldamento. l’abbiamo avuta lassù dove una volta c’era l’ambulatorio ma hanno mandato via perché la società dei telefoni ha detto al Comune: “Se non ci date tutta la sala, noi non diamo i numeri”.
Avevamo un centinaio di soci. Anche di più qualche volta; ma ripeto con tutte le critiche, le incomprensioni, le ripicche, però al momento della necessità tutti si rimboccavano le maniche.
La Pro Loco verso il 1966 è stata infastidita da un circoletto del prete. Il circolo di tutti i sinistroidi, fra i quali c’era anche quello che vi manda, intendiamoci bene e sono volati degli articoli non molto simpatici. Don Antonio da giovane era più matto di un cavallo pazzo e per tenersi ‘sti giovani li aiutava a stampare un giornaletto “Il Malvisto”. Già il titolo dice tutto:”Il Malvisto”, ecco. E allora era tutta una critica, non bastava quella delle osterie, che però almeno… verba volant! E no, qui scrivevano e allora mi facevano andare in bestia… Noi facevamo una cosa, ne dovevamo fare un’altra. Non gli stava bene la riunione, perché non l’avevi fatta, perché ne avevi fatte due al posto di tre, perché i conti…”vogliamo veder i conti”.
Erano ragazzetti, ma era turbolento il prete. Credeva di cambiare il mondo. Adesso è un amico Don Antonio, però quella volta era intrattabile, ma anche lì c’era da ammirarlo
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Rielaborazione della testimonianza
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Cognome Nome |
Simoncini Gabriele |
Mestiere svolto |
Insegnante caserma
militare,
impiegato comunale
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Data di nascita |
23/05/1932 |
Data intervista |
24 febbraio 2006 |
Luogo di Nascita |
San Costanzo (PU) |
Durata intervista |
105 min |
Temi principali |
Scuola, Guerra, Politica, Lavoro, Famiglia
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