| |
01 / GIARDINI DELLA MEMORIA |
|
PENSAVO CHE ERA MORTO
...Quando sono arrivati i polacchi hanno cominciato a suonare le campane, i tedeschi sono scappati via tutti però la notte prima di andare via hanno sparato: la casa di mio padre l’hanno rotta tutta. Poi anche gli stessi polacchi con gli apparecchi volavano sopra i tedeschi in ritirata e buttavano giù le bombe, una l’hanno buttata giù vicino a mio padre, gli hanno rotto tutto il muro e sono morti due tedeschi.
Hanno suonato le campane per ringraziare il Signore che la guerra era finita! Dopo aspettavo mio marito, io non sapevo niente né se era morto, né se era vivo, sono stata tre anni senza notizie. È nata lei e lui è tornato che aveva tre anni.
Sentivano che davano per radio i nomi, ma io non ho mai sentito niente e dentro di me pensavo che era morto. Perché ormai era quello. C’era mia madre che mi diceva: “Stai calma, stai calma, qui non ti manca niente, mangi con noi, dove mangiano in tre mangiano anche in quattro”. Le mucche le avevano, il latte c’era, il grano c’era, il vino c’era, non mancava niente a casa di mia madre, c’erano i polli, c’era tutto, però io ero convinta che era morto. I suoceri erano sempre da me o io da loro e la bambina la veniva sempre a prendere il nonno. Dopo tre anni è tornato: era l’8 settembre del 1945 e si festeggiava la Madonna della chiesina del cimitero. Ho detto alle amiche mie mentre venivamo giù dal cimitero che io mi fermavo per dare il latte alla bambina e poi le raggiungevo in piazza. E invece le do il latte e sento chiamare: “Signora Adria, signora Adria!”. Mi affaccio alla finestra ed era la moglie di Steno Pascolini e mi dice: “Venga giù, tutti dicono che è tornato suo marito, un uomo grosso!”. E io: “Grosso? En era gros…”. E lei: “Si, tutti dicono che è Guerrino, venga giù!”. Allora la bambina la do a mia sorella e vado giù con questa signora; arrivo fino al comune vecchio e la gente era tutta in piazza perché volevano sapere di quello, di quell’altro. Ce n’erano parecchi del paese nello stesso Reggimento di mio marito e tutti volevano sapere. Io allora ho detto: “Io in mezzo a tutta quella gente non ci vengo!”. E lei: “Ma vieni a casa mia, ho la casa li”. “No mi dispiace ma io laggiù non ci vengo! Se è lui viene su!”.
Mi sono fermata e guardavo, guardavo… perché io pensavo di vederlo in divisa, era sergente maggiore lui, invece era in borghese. Allora sono tornata su verso casa, ma lui da laggiù in mezzo a tutta quella gente mi ha vista…. mi ha fischiato, io ho capito che il fischio era il suo… mi sono girata e gli sono andata incontro…
Ho riconosciuto il fischio, si, perché mi fischiava sempre; quando veniva a pranzo lui fischiava per farmi capire che stava arrivando… io piangevo e lui piangeva…
Intanto mia sorella stava arrivando con la bambina, l’aveva nelle braccia e lui pensava fosse la nipote, la figlia di una sorella… e io: “Guarda che è tua figlia, non è tua nipote!”.
Era stato via tre anni, ma lui la guerra proprio non l’ha fatta, perchè la fureria dove lui era non andava al fronte stava di dietro. Quando lui era là in Yugoslavia, a Spalato, c’era il generale Pascolini, il vecchio, che ha fatto la guerra della Russia ed era in un'altra nazione piccolina vicina e allora mio marito è andato ha trovarlo a questo generale perchè voleva andare via con lui: “Io vengo con lei che sono sicuro”, invece il Generale non ha voluto: “Tu resti li, perchè tu al fronte in combattimento non ci andrai mai! Nella posizione tua non ci andrai mai, perchè tu sei nella fureria, sei sempre dietro, tu resta li! Io fra quindici giorni parto per la Russia e non si sa dove e come vado a finire e non porto via nessuno con me”.
Poi lui è stato prigioniero cinque anni in Russia e quando è tornato mio marito ha preso la banda per andargli incontro, quaggiù a San Fortunato; mia figlia gli ha portato un mazzo di rose grosso così, perchè quando io ero incinta il generale era venuto in licenza qua e guardava la pancia mia e mi diceva: “Io guardo sempre la pancia tua, perchè quello che fai tu, fa la moglie di mio figlio. Io sono convinto che se tu fai una femmina, la fa anche lei”.
Il destino ha voluto che mia figlia è nata l’8 novembre alla mattina alle cinque, la nipote del generale il 7, poco prima di mezzanotte!...
Rielaborazione della testimonianza
|
|
Cognome Nome |
Sorcinelli Adria |
Mestiere svolto |
Albergatrice e
gestione bar
|
Data di nascita |
17/11/1919
|
Data intervista |
13 febbraio 2006 |
Luogo di nascita |
San Costanzo (PU) |
Durata intervista |
105 min |
Temi principali |
Lavoro, Matrimonio, Famiglia, Tempo libero,
Emigrazione, Guerra
|
Installa Adobe Flash Player 9 |