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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA |
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CONOSCI QUELLO LASSU’?
Al colloquio era presente la moglie
...A scuola menavano, di bastonate ne ho avute sempre un bel po’ perché ero un po’ vispo, io allora facevo anche i dispetti. Quando facevo la 5^ elementare il giorno di Carnevale avevamo fatto un accordo, di non andare a scuola perché avevamo il pomeriggio. Allora non siamo andati a scuola, io non ci sono andato e con altri due compagni a quelli che erano andati a scuola gli andavamo a fare, con le pastine di potassio e zolfo, i botti sulla porta. I primi botti mi sono andati bene dopo, alla fine, mentre caricavo la pastina, si apre la porta, mi prende il maestro mi tira dentro e di bastonate me ne ha date a volontà.
Quella volta si prendevano e zitti perché dopo ha mandato chiamare mia madre, è venuta giù mamma che me ne ha date altrettanto. Il maestro, finché non è arrivata mia madre, mi ha messo in castigo con le mani alte e non le dovevo abbassare, dentro l’aula.
Quando mi ha preso davanti alla parte mi ha tirato dentro e mi ha detto:
“Conosci quello lassù? Chi è?”. C’era una fotografia sul muro, sopra la cattedra.
“Sua eccellenza Benito Mussolini” e mi ha dato un calcio che mi alzato da terra, un calcio nel sedere che mi ha alzato così da terra. Menavano, menavano a rotta di collo.
I maestri bastonate a volontà e basta.
A casa da mio padre mai, il massimo che mi ricordo mi ha tirato il berretto una volta, il berretto che aveva in testa, sennò lui non mi ha toccato mai con un dito. Ma mia madre me ne ha date, mia madre menava, osteria!
Ma c’è da dire che io ero vispo e facevo i dispetti. Ne ho combinate tante. Mia madre, una volta, aveva la chioccia che covava, ho tolto la chioccia e mi sono messo io dentro la cesta. Glieli ho rotti tutti. Avevo 4 o 5 anni.
Al mattino mia madre mi chiamava, andavo su dal letto e si partiva. Si arava la terra - non c’erano i trattori quella volta - avevamo le mucche, le vacche. Sì, partivo e via, la mattina alle quattro via ad arare la terra. Questo ad agosto, settembre, in primavera avevo il compito di potare le viti, di raccogliere le legna. Poi avevamo i polli, i conigli; le pecore, no, non le avevamo. Qualche volta mi è anche capitato di non andare a scuola perché c’era da lavorare nei campi, ma poche volte perché mia madre voleva che andassi a scuola.
La fame non l’ho mai patita, neanche prima della guerra. Io mi ricordo che andavo a scuola, quella volta quelli del paese non avevano da mangiare pane, questa roba così. C’era un compagno mio faceva il terreno qua, aveva un terreno grande, il pane ce ne aveva a quantità. Ma Valentino si chiamava, Battistoni (il padre è morto presto) lui non aveva il pane allora quell’altro veniva a scuola e gli portava i pezzi di pane in cambio di qualche soldo. Allora a scuola si è accorta la maestra, anzi le abbiamo fatto la spia che gli ha preso i soldi per il pane. Ha preso il pane, gli ha fatto ridare i soldi e gli ha detto: “Prendi, mangia quello che vuoi, mangialo tutto. E tu non provare più a fare questi gesti, a farti pagare il pane, perché questo è uno che soffre la fame”...
Rielaborazione della testimonianza
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Cognome Nome |
Sorcinelli Egiziano |
Mestiere svolto |
Coltivatore diretto |
Data di nascita |
29/07/1931 |
Data intervista |
25 marzo 2006 |
Luogo di Nascita |
San Costanzo (PU) |
Durata intervista |
120 min |
Temi principali |
Lavoro, Scuola, Matrimonio, Famiglia, Politica,
Riti e costumi, Guerra, Tempo libero
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