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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
MI RICORDO UN CAMPO DI GRANO
Al colloquio era presente la moglie

...All’inizio del ’44 avevo più o meno cinque anni e mio padre mi prese per una mano per portarmi nel rifugio, mi sollevò da terra tanto lui voleva andare veloce per evitare di essere colpiti, perché le mitragliate arrivavano da tutte le parti.
Mi ricordo un campo di grano ancora non proprio maturo e io in questa corsa per mano con mio padre persi un sandalino che non fu più ritrovato.
Sono ricordi che restano.
A un certo momento tutti sfollavano. La zona dei Tufi fu quella in cui si trasferì la gran parte della popolazione. Mio padre non voleva muoversi, era restio a lasciare la casa, però poi alla fine si decise e andammo. Invece di andare nella zona centrale dei Tufi, andammo da una famiglia un po’ defilata, la famiglia Andreoli, che aveva un rifugio.
Avevano due figli maschi, uno dell’età di mio fratello, quindi eravamo anche amici in questo periodo. Inizialmente alloggiammo nella loro capanna, dove c’erano gli attrezzi, portando i materassi. Poi iniziarono ad arrivare i tedeschi, le pattuglie erano sempre di più e gli uomini erano sempre in fuga.
Loro avevano scavato un rifugio in una montagnola. Nel rifugio c’era un‘entrata e poi tre diramazioni della profondità di circa tre metri. Entrando a sinistra (ho proprio un ricordo visivo) c’era la famiglia Andreoli, marito, moglie con due figli; nella parte centrale mio padre, mia madre, io e mio fratello e altre quattro persone, a destra c’era la famiglia di un certo Rossi, che faceva il muratore e aveva la moglie con il pancione grosso. Siamo stati lì dentro per un po’ di tempo, finché è arrivata una pattuglia di tedeschi.
La posizione era strategica, perché si vedeva tutta la strada che da San Costanzo va a Mondolfo, la cresta che porta alle “case romane”. La zona adesso è diventata tutta costruita ma allora si vedevano solo due, tre case di coloni. Da quella posizione si dominava l’unica strada (oltre quella del mare, sulla quale però i tedeschi distruggevano tutti i ponti) dove le truppe alleate si presupponeva sarebbero passate. E fecero una piazzola di mitragliatrice proprio davanti al rifugio. Quindi noi avemmo per un periodo abbastanza considerevole la compagnia di questa pattuglia di tedeschi che di giorno stava lì, riposava, dormicchiava. Lì c’erano le bombe a mano, quelle famose con il bastone. Io ero piccolino, per fortuna non è successo niente, perché ci sono state tante disgrazie in quel periodo qui in paese ed un ragazzo è anche morto. Anche dopo la guerra ci sono state delle disgrazie, perché questi tedeschi quando si sono ritirati hanno lasciato in giro tutti ‘sti oggetti bellici anche per dispetto...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Talloni Gualfardo
Mestiere svolto
Bancario
Data di nascita
27/12/1938
Data intervista
1 giugno 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
120 min
Temi principali
Famiglia, Guerra, Politica

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